Uno degli aspetti centrali degli ultimi anni in ambito salutistico è rappresentato dal legame tra abitudini alimentari e benessere dell’organismo. L’importanza del cosa si mangia, in termini sia di qualità che di quantità, appare, infatti, come una delle sfide più attuali. Protagonista in questo contesto è la lotta al grasso, visto come nemico della linea e fattore determinante nei disturbi legati all’alimentazione. In particolare, i trigliceridi sono considerati una delle principali cause dell’aumento di peso, della presenza di grassi nel sangue e dell’insorgere delle sempre più frequenti malattie cardiache.

Per adottare soluzioni corrette, volte a una maggiore consapevolezza sul proprio stile di vita, è bene conoscere nello specifico quali sono il ruolo e l’effetto di queste sostanze presenti nei cibi che mangiamo ogni giorno e prodotte naturalmente nel nostro corpo. E, in primo luogo, occorre distinguere tra trigliceridi, sostanze importanti per il corretto funzionamento dell’organismo, e trigliceridemia, ovvero il livello di trigliceridi nel sangue che, se troppo elevato, può causare disturbi e patologie di diversa natura.

Cosa sono i trigliceridi e a cosa servono

I trigliceridi sono composti organici che appartengono alla famiglia dei lipidi presenti all’interno del sangue. Sono i principali componenti degli adipociti, ovvero quello strato di molecole di grasso che compongono il tessuto adiposo e che l’organismo accumula come fonte di energia supplementare. È l’organismo stesso a convertire in trigliceridi gli zuccheri e i grassi introdotti attraverso l’alimentazione, mentre solo una minima parte viene prodotta dal corpo umano e, più nello specifico, dal fegato. Ma l’accumulo di energia non è l’unica funzione di questi composti: essi fungono anche da isolante termico in caso di abbassamento della temperatura e svolgono una funzione di protezione degli organi dagli urti (basti pensare, ad esempio, al grasso che circonda i reni).

Di per sé, quindi, i trigliceridi non rappresentano un danno per il nostro organismo anzi, come abbiamo visto, svolgono funzioni importanti per il suo corretto funzionamento. I problemi iniziano quando i loro livelli nel sangue aumentano in maniera eccessiva, portando a effetti negativi sulla circolazione con disturbi anche gravi non solo a carico dell’apparato cardiocircolatorio, ma anche di organi come il pancreas.

Perché accade questo? Per scoprirlo analizziamo insieme le caratteristiche di questi composti. I trigliceridi sono una particolare categoria di composti lipidici e, per loro natura, non sono solubili. Questo fa sì che, per essere trasportati attraverso il sangue in circolo verso gli organi che di volta in volta richiedono energia, essi viaggino all’interno di molecole specifiche denominate lipoproteine. Le lipoproteine sono di varia natura e, oltre a trasportare i trigliceridi, sono adibite al trasporto di altri lipidi, tra cui il colesterolo. Accumulandosi all’interno dei vasi sanguigni, se prodotte in eccesso dall’organismo queste molecole insolubili ostruiscono il passaggio del sangue, con il conseguente aumento della pressione sanguigna e di un maggior affaticamento del cuore che, per pompare, necessita di sforzi più elevati.

Classificazione dei trigliceridi

I trigliceridi si differenziano in base al tipo di acido grasso a cui il glicerolo è legato. In generale, possiamo distinguere:

  • trigliceridi semplici: quando il glicerolo si unisce con un unico acido grasso,
  • trigliceridi misti: quando il glicerolo si unisce con acidi grassi diversi.

Inoltre, i trigliceridi possono essere saturi (prevalentemente nel mondo animale) oppure insaturi (prevalentemente nel mondo vegetale).

Valori di riferimento e trigliceridi alti

Alti livelli di trigliceridi nel sangue, se considerati in una qualsiasi parte della giornata, non costituiscono di per sé un indice attendibile né un campanello di allarme per la salute. Ogni volta che si consuma un pasto, ad esempio, il livello dei trigliceridi aumenta esponenzialmente, per poi diminuire non appena buona parte di questi composti viene assorbita dall’organismo e trasformata in adipe. Per una trigliceridemia attendibile occorre, quindi, effettuare l’esame del sangue a stomaco vuoto e dopo un periodo di digiuno, così da poter valuta i trigliceridi effettivamente presenti nel corpo.

In linea generale, possiamo però prendere come riferimento i parametri riconosciuti in ambito medico per stabilire i valori e la soglia di rischio della concentrazione dei trigliceridi. Nello specifico:

  • Sono da considerarsi “nella norma” livelli di trigliceridi inferiori a 150 mg/dl.
  • Sono da considerarsi “al limite” livelli di trigliceridi tra i 150 e i 200 mg/dl.
  • Sono da considerarsi “ipertrigliceridemia” livelli di trigliceridi tra i 200 e i 400 mg/dl.
  • Sono da considerarsi “ipertrigliceridemia grave” livelli di trigliceridi superiori a 400 mg/dl.

È inoltre importante, in questi casi, distinguere tra valori di trigliceridi e valori di colesterolo, per non incorrere nell’errore che li vede associati o addirittura in certi casi equivalenti. Infatti, pur essendo entrambi fattori indispensabili per un quadro completo della salute cardiovascolare, i primi si riferiscono a lipidi dalla diversa natura e dalle differenti funzioni rispetto al secondo, soprattutto nella sua forma di colesterolo cattivo.

Come ridurre i trigliceridi con l’alimentazione

Data la natura stessa dei trigliceridi, sintetizzati a partire dai cibi che introduciamo di volta in volta nell’organismo, appare evidente come una delle soluzioni principali e di maggior efficacia nei casi di ipertrigliceridemia sia adottare uno regime alimentare adeguato, a condizione che esso venga affiancato da uno stile di vita sano e attivo. Vediamo insieme tutte le indicazioni a questo proposito:

  • Prediligere alimenti ipocalorici: l’obesità è un fattore che può influire negativamente sulla salute del cuore ed è spesso associata a livelli alti di trigliceridi. Una strategia per ridurre questa situazione prevede di diminuire il consumo di cibi altamente calorici e di compiere tanti piccoli pasti nell’arco della giornata (fino ad un massimo di 5 pasti al giorno), in modo da attivare al meglio la digestione e ridurre lo scompenso metabolico che è alla base di questo disturbo.
  • Limitare l’indice glicemico dei pasti: i carboidrati sono tra le principali fonti di energia dell’organismo, contenendo zuccheri che vengono trasformati in trigliceridi una volta immessi attraverso l’alimentazione. Per questo è fondamentale limitarne l’assunzione, preferendo cibi energetici ma privi di zuccheri semplici come i legumi. Questi alimenti sono anche validi sostituti della carne in quanto fonte di proteine. Esiste un prodotto che racchiude tutto questo? Assolutamente sì, le Fette Proteiche ai Legumi Céréal, prive di grassi saturi e con preziose fibre, sono la soluzione perfetta, in un formato pratico e conveniente.
  • Adottare una dieta ricca di omega-3: quando si parla di alterazione dei livelli lipidici nel sangue, uno degli alleati più importanti è rappresentato dagli omega-3. Questi particolari acidi svolgono un importante ruolo protettivo nei confronti del metabolismo, riducendo sensibilmente gli scompensi glicemici. Tra i cibi con più alta presenza di omega-3 vi è sicuramente il pesce e, in particolare, il salmone, un ingrediente versatile adatto a mille preparazioni tra cui il Trancio di salmone in crosta di Cracker Céréal presente sul nostro blog.
  • L’importanza di frutta e verdura: tra gli alimenti in grado di aiutare nel mantenimento dei valori normali di trigliceridi, frutta e verdura svolgono la funzione di veri e propri antiossidanti naturali. Grazie all’alta concentrazione di vitamine e minerali contenuti al loro interno, questi alleati della salute proteggono dallo stress ossidativo causato dai radicali liberi e dagli scompensi metabolici ad esso connessi. Una caratteristica, questa, che li rende anche validi alleati nella riduzione dei valori del colesterolo.

Come prevenire l’aumento dei trigliceridi

Per ridurre quanto più possibile i fattori di rischio cardiovascolare e i disturbi legati ad alti valori di trigliceridi, è fondamentale prendersi cura ogni giorno del proprio corpo. Sebbene esistano farmaci specifici dedicati a questo scopo, detti fibrati e prescritti dal medico in particolare nei casi di predisposizione genetica a questo disturbo, la prevenzione deve iniziare anche e soprattutto da piccole e grandi abitudini quotidiane. Una di queste è l’adozione di uno stile di vita attivo. L’attività fisica, intesa sia come sport sia come semplice passatempo, oltre a combattere l’obesità, favorisce la riduzione dell’indice glicemico nel sangue “bruciando” una quantità maggiore di energia. Ancora, combatte l’insorgere del grasso che spesso si accumula nella zona addominale e aiuta a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo totale.

Altro fattore importante quando si parla di prevenzione è il fumo. Esiste, infatti, una correlazione molto stretta tra quest’ultimo e l’innalzamento dei trigliceridi nel sangue, al punto che anche i soggetti esposti a fumo passivo presentano di solito indici glicemici più elevati rispetto alla media. Il fumo è, in aggiunta, una delle cause principali dell’aterosclerosi, poiché favorisce l’accumulo nei vasi sanguigni di cellule dannose che ostruiscono il passaggio del sangue.

Infine, è bene dedicare alcune considerazioni al consumo di alcol. Quest’ultimo, in qualunque forma venga assunto, viene metabolizzato dal fegato e convertito in colesterolo e trigliceridi. Assumere quantità elevate di alcolici può, dunque, portare a scompensi anche molto gravi. Inoltre, l’alcol danneggia sensibilmente il fegato, costretto ad un’attività di sintesi superiore alla norma.

Questi piccoli accorgimenti, se uniti ad un regime alimentare sano ed equilibrato, possono fare la differenza e aiutarci ogni giorno a proteggere la salute nostra e dei nostri cari. Céréal consiglia di consultare sempre il parere di un medico, per una diagnosi e soluzioni mirate. Il cuore ringrazia! 🙂