Tutti i consigli per una dieta adatta a chi soffre di intolleranza al lievito

Spesso, nel dibattito attorno alla correlazione tra alimentazione e salute, uno degli argomenti sul quale si focalizza l’attenzione è quello riguardante le intolleranze. Presenti in quasi tutti i paesi del mondo e con una diffusione in costante crescita, rappresentano uno dei problemi sui quali studiosi e nutrizionisti hanno concentrato maggiormente le proprie ricerche. Tra i diversi nutrienti che possono provocare una risposta indesiderata da parte del nostro organismo troviamo il lievito.

Largamente utilizzato in ambito alimentare per la produzione di dolci, merendine e prodotti da forno, ma anche ad esempio per donare sapore a condimenti quali salse e sughi pronti e per la preparazione di yogurt e dolcificanti, il lievito è presente sotto diverse forme in una varietà di alimenti di uso quotidiano per via delle sue caratteristiche chimico-fisiche. Permette infatti di donare consistenza e gusto alle materie prime, oltre a facilitare la preparazione di ogni ricetta.

È inoltre utilizzato per la produzione di integratori e farmaci per il controllo del peso, oltre ad essere frequentemente presente all’interno delle diete. Questo perché, nonostante l’alta concentrazione di carboidrati e proteine, grazie al processo di fermentazione che ne aumenta il volume, dona un senso di sazietà all’organismo. In alcuni casi, può tuttavia rappresentare la causa di diversi disturbi, ed è per questo bene che la sua presenza venga sempre indicata sulle confezioni e nei menù.

Cosa sono i lieviti

I lieviti sono microrganismi unicellulari, appartenenti al regno dei funghi, le cui dimensioni si aggirano intorno ai 5-8µm. Presentano una struttura molto simile a quella delle cellule umane, fatta eccezione per la presenza di un rivestimento esterno (detto tunica) che conferisce loro rigidità e forma. La riproduzione dei lieviti, di tipo asessuato, permette loro di creare nuove cellule del tutto simili a sé attraverso un processo detto gemmazione.

La storia di questi organismi ha origini lontane, direttamente riconducibili alle civiltà dell’Antico Egitto. Proprio durante questo periodo storico, infatti, la lavorazione del pane attraverso il processo di lievitazione conobbe un importante perfezionamento a livello artigianale, portando alla nascita della figura professionale del fornaio. Ma fu solo molti anni più tardi, nel 1680, che il naturalista olandese Anton Van Leeuwenhoeck osservò per la prima volta al microscopio i globuli del lievito di birra. Questo evento aprì nuove strade alle ricerche su questi microrganismi, prima fra tutte quella che portò nel 1857 alla comprensione del processo di fermentazione da parte del microbiologo francese Louis Pasteur.

Il successo di questi nutrienti ha portato ad una loro rapida diffusione, oltre che ad un utilizzo capillare nei più diversi ambiti di produzione alimentare. Questo rappresenta forse il problema principale nel caso delle intolleranze al lievito, in quanto non sempre risulta facile individuare fin da subito gli alimenti nei quali è presente. Esistono infatti tanti formati diversi in cui è possibile trovare questo nutriente, dai preparati a base di lieviti chimici per torte e dolci fino ai lieviti speciali per la fermentazione delle bevande.

Intolleranza al lievito e alimentazione

Parlare di vera e propria “intolleranza” nel caso del lievito rappresenta in realtà un’inesattezza. Le intolleranze alimentari, come quelle a glutine e lattosio, sono infatti reazioni dell’organismo al consumo di alimenti che non riesce a digerire o a metabolizzare adeguatamente. Si differenziano dalle allergie, in quanto alla loro base non vi è una risposta legata al sistema immunitario. Piuttosto, nel caso delle intolleranze ad entrare in gioco possono essere problemi digestivi a livello enzimatico: il corpo, non possedendo gli enzimi necessari per digerire quel particolare cibo, provoca un accumulo di quest’ultimo e la comparsa di disturbi anche molto diversi tra loro.

Nel caso del lievito, tuttavia, nessuno di questi due scenari viene soddisfatto: non si ha infatti una vera e propria reazione avversa da parte dell’organismo, ma piuttosto con processi fermentativi che possono rallentare la digestione e portare all’accumulo di gas a livello intestinale. Sebbene non si conoscano con precisione le cause alla base di questi processi, un possibile fattore scatenante potrebbe essere rappresentato da metodi inadeguati di lievitazione.

Per capire meglio cosa si intenda con questo termine, occorre puntualizzare che quando si parla di lieviti, ci si riferisce in realtà a due sostanze differenti: i lieviti biologici, ovvero quelli originati dalla fermentazione naturale, e i cosiddetti lieviti chimici, sintetizzati in laboratorio e largamente utilizzati nell’industria alimentare. Questi ultimi, attraverso reazioni che portano alla formazione di anidride carbonica, hanno il vantaggio di essere molto economici e di permettere tempi più ridotti di lievitazione.

Alimenti naturalmente privi di lievito

In natura esistono diversi tipi di nutrienti che non contengono lievito all’origine. Vediamo insieme i principali:

  • Riso e cereali integrali: tra i principali alimenti che non presentano lievito, troviamo il riso e i cereali integrali. Grano saraceno, avena e quinoa sono alleati perfetti in cucina, così come i loro derivati come barrette, fette biscottate e grissini non lievitati e le famose e apprezzate gallette di riso;
  • Carne: tutti i tipi di carne, come pollo, manzo, tacchino e agnello, sono naturalmente privi di lievito, e possono dunque essere consumati in tutta tranquillità da coloro che presentano disturbi legati a questo tipo di intolleranza;
  • Pesce: il pesce e i prodotti ittici in generale, compresi i molluschi, non presentano tracce di lievito e sono dunque sicuri. Va ricordato tuttavia che diversi piatti a base di questi ingredienti, prime fra tutte alcune fritture di pesce, possono contenere agenti lievitanti all’interno delle farine con cui sono preparati;
  • Uova: anche le uova, in quanto alimenti di origini animali, sono del tutto prive di lievito all’origine. Nonostante questo, vengono impiegate nella preparazione di numerosi prodotti alimentari contenenti questo nutrienti, in particolare nei dolci e altri prodotti da forno;
  • Frutta e verdura: perfetti in caso di intolleranza al lievito, questi alimenti di origine vegetale sono ottimi alleati per una dieta sana e bilanciata grazie alle vitamine e sali minerali presenti in essi. Tra le verdure sono da preferire quelle a basso contenuto di amido (peperoni, carciofi, insalate e cavoli), spezie e legumi quali soia e lenticchie secche, mentre sarà bene limitare il consumo di patate. Tra la frutta, è consigliabile evitare quella più dolce come uva, banane e fichi a favore invece di cocco, limone e frutta secca.
  • Tè, tisane e caffè: tra le bevande, è consigliabile limitare l’assunzione a bevande calde quali caffè, tè e tisane senza zucchero, evitando invece succo di frutta e alcolici. Quest’ultimi in particolare, presentano alte dosi di lievito (in particolare quello di birra) utilizzato in fase di preparazione per facilitare il processo di fermentazione.

Perché scegliere i prodotti senza lievito: i consigli di Céréal

Per il benessere dell’organismo, appare evidente come la prevenzione rappresenti un aspetto fondamentale per contrastare i disturbi e le conseguenze legate all’intolleranza al lievito. Non esistendo infatti al momento cure specifiche per questo disturbo, l’adozione di abitudini alimentari corrette e di uno stile di vita sano e attivo sono alleati centrali per la salute di tutti i giorni.

Céréal viene incontro a queste esigenze, proponendo la Linea Senza Lievito Céréal. Pensata appositamente per le persone intolleranti a questo nutriente e preparata con ingredienti sicuri e di prima qualità, presenta una varietà di alternative per tutti i gusti e adatta ad ogni parte della giornata. Per una colazione ricca di gusto, potete provare i Frollini Pepite di Cioccolato Senza Lievito Céréal. Parliamo di deliziosi biscotti preparati con ingredienti del tutto naturali, che uniscono la leggerezza della farina di riso e dei fiocchi di avena con la golosità unica del cioccolato. Per accompagnare pranzi e cene, ecco invece i Torinesi Senza Lievito Céréal, croccanti grissini senza olio di palma ne’ agenti lievitanti. La pratica confezione da quattro porzioni garantisce comodità e freschezza, da portare ovunque voi vogliate. Se piuttosto siete alla ricerca di uno spuntino leggero e senza zuccheri aggiunti, potete provare i Novellini Senza Lievito Céréal. Tutto il sapore avvolgente di latte e miele, in un dolcetto povero di grassi (solo 0,9 gr per frollino) ma ricco di bontà.

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